STOA' CONSIGLIA

 

INTERSTELLAR
La forza che muove le stelle

INTERSTELLAR E LA FORZA CHE MUOVE LE STELLE

Le sfide di Interstellar di Christopher Nolan sono grandiose. Matthew McConaughey & co. devono salvare l'umanità. Devono anche capire che cosa veramente sia l'umanità: il totale degli individui sul pianeta o solo la specie come concetto astratto? Devono anche risolvere "il problema della gravità". E vivere in un mondo senza gombo. Non sto scherzando. Anche questo fa parte del film. Ebbene sì, è proprio un bel groviglio di problemi.

Nel futuro prossimo, la terra ha esaurito le sue risorse e si sta deteriorando. Le riserve di cibo stanno per finire e una terribile siccità minaccia sia i raccolti del suolo che l'aria che respiriamo. Dato questo terribile futuro, un gruppo di scienziati esplora un wormhole appena formatosi vicino a Saturno nella speranza di trovare un nuova casa adatta all'umanità. Una dozzina di scienziati hanno già viaggiato attraverso il wormhole verso un'altra galassia per esplorare una dozzina di pianeti abitabili. Un nuovo gruppo di esploratori deve ora entrare in contatto con quegli scienziati per esaminare i loro dati.

Cooper, interpretato da Matthew McConaughey, comandante della nuova missione (divenuto ormai agricoltore), è preoccupato soprattutto della salvezza della propria famiglia. La giovane Dr.ssa Brand, interpretata da Anne Hathaway, desidera fortemente incontrare di nuovo il suo amato, l'astronauta Wulf Edmunds. Contro la sua "limitata" visione del futuro, il Dr. Brand, il fisico interpretato da Michael Caine, insiste: "Dobbiamo arrivare molto al di là della nostra personale esistenza. Dobbiamo pensare non come individui, ma come specie". Condivide questa visione il Dr. Mann, interpretato da Matt Damon, che ridicolizza Cooper e la giovane Brand per la loro incapacità a pensare oltre le persone che stanno loro di fronte.

Mann e il vecchio Brand credono di aver assunto una prospettiva coraggiosa, di aver fatto un enorme passo in avanti, sacrificando gli attuali umani con il fine di salvare il futuro dell'umanità. La specie, dice Brand, è ciò che conta di più. Un altro scienziato che condivide questa visione è il geografo Doyle, che ammonisce Cooper: "Non puoi pensare solo alla tua famiglia. Devi pensare più in grande". Questi scienziati credono che per salvare l'umanità non puoi permetterti di pensare agli individui o alle famiglie o persino alla somma totale degli esseri umani sulla terra. Al contrario, sostengono la necessità di pensare all'umanità come una specie, come un concetto astratto. Questo non va giù a Cooper, il pilota NASA divenuto agricoltore, che ha accettato la missione col desiderio di tornare a casa il prima possibile.

Queste differenti prospettive prendono forma in due piani creati per "salvare" l'umanità. Il Piano A consiste nell'evacuazione della popolazione terrestre attraverso grandi navi spaziali. Il piano B consiste nel ripopolamento di un nuovo pianeta con migliaia di ovuli fecondati e congelati. Entrambi i piani richiedono la scoperta di un pianeta adatto. Ma il Piano A necessita anche della soluzione di un problema molto più difficile: la gravità.

Abbandonato il Piano A, Mann e il vecchio Brand optano per il Piano B. Convinti che tutti stiano pensando troppo in piccolo, questi scienziati pensano invece in astratto, trattando l'"umanità" come un'equazione da risolvere. Naturalmente, Mann e Brand non sono del tutto in errore. Che cos'è la sopravvivenza di una sola persona paragonata alla sopravvivenza dell'"umanità"? E che cos'è il ritorno di un padre da sua figlia a confronto con l'impresa di assicurarsi che l'intera specie sopravviva?

Nel film questa visione che considera la specie più importante dell'individuo è rafforzata da un sistema semi-autoritario che preferisce la produzione di cibo alla scienza ed incoraggia la gente ad avere bambini per invertire il calo della natalità. Certo, si tratta dell'antitesi del messaggio diffuso nel mondo d'oggi, che incoraggia le persone ad avere meno figli e a lasciare le fattorie per le industrie e per le aziende di software. Non sono sicuro che l'inversione del messaggio fosse voluta o meno. Ma è sicuramente divertente. Quale sia il contenuto specifico del messaggio, l'idea generale è comunque chiara: la specie è più importante del bene dell'individuo.

Nonostante questo, sia per Mann che per Brand, questo approccio astratto si dimostra infruttuoso. Il vecchio fisico lotta per anni con complesse equazioni solo per arrendersi segretamente. Mann, che doveva trovare un nuovo mondo adatto a una colonia di bambini in provetta, si ritrova da solo e sconfitto su un desolato pianeta di ghiaccio e aria tossica. Nel frattempo, in un'altra galassia, Cooper lotta per cercare di trovare una casa, mentre sua figlia, Murph, prova a trovare una cura per la terra malata. Non è però la loro perseveranza che fa intuire le risposte ai loro rispettivi problemi, bensì il loro amore.

Nolan suggerisce l'"amore" come soluzione a metà del suo film, quando gli astronauti devono decidere quale di tre pianeti visitare (le sole opzioni possibili dei dodici mondi visitati dal precedente gruppo di astronauti). Cooper sostiene che il pianeta del Dr. Mann sia il candidato più logico, visto che sta ancora trasmettendo un segnale "chiaro". Ma la giovane Dr.ssa Brand chiede di visitare il pianeta del Dr. Edmunds. Cooper ha già scoperto l'innamoramento di Brand per Edmunds e le rinfaccia il suo conflitto di interessi. Lei sostiene senza successo che il suo amore non si risolve necessariamente nell'irrazionalità:

Magari è una testimonianza, un... un artefatto di un'altra dimensione che non possiamo percepire consciamente. Io sono dall'altra parte dell'universo attratta da qualcuno che non vedo da un decennio, una persona che forse è morta. L'amore è l'unica cosa che riusciamo a percepire che trascenda dalle dimensioni di tempo e spazio. Forse di questo dovremmo fidarci, anche se non riusciamo a capirlo ancora.

Questo discorso sembra un po' insulso, sia a livello di narrazione che a livello di pubblico. Cooper non riesce a convincersi. E non ha convinto anche me. Almeno alla prima visione. L'ultima cosa che desideravo vedere era un dramma spaziale che si concludesse con un messaggio sdolcinato sulla natura inafferrabile dell'affetto romantico. Ma il film progredisce dopo questo discorso senza nemmeno fare un riferimento a questa idea dell'amore come forza. Buon per me.

Fino a che Cooper, per salvare la missione, sacrifica se stesso in modo che Brand possa portare avanti il suo interesse romantico, Edmunds. E magari salvare l'umanità, nel frattempo. Facendo ciò, viene lanciato al centro del buco nero. Naturalmente non sappiamo cosa ci sia in un buco nero. Dovrebbe contenere tutta la massa di una enorme stella collassata. Superato l'orizzonte, nulla dovrebbe essere in grado di fuggire la sua forza di gravità. Nemmeno la luce. In più, la temperatura dovrebbe essere all'incirca di un miliardo di gradi kelvin. Quindi, anche se trovassimo un buco nero, non avremmo alcun modo di osservare ciò che contiene. Detto questo, non ho alcun modo di mettere in dubbio ciò che Matthew McConaughey trova. E ciò che trova...è la camera da letto di sua figlia!

La scena è difficile da capire, ma sembra che qualcuno (o qualcosa) esista oltre il presente e abbia architettato un modo grazie al quale Cooper può osservare il tempo al di là della normale modalità umana. Sappiamo che il tempo è la quarta dimensione. O una cosa del genere. Cioè, se devo incontrare qualcuno nel suo appartamento, mi dovrebbe dare tre coordinate. Il terzo piano (1) del palazzo all'angolo di via Cavour (2) e viale Magenta (3). Queste coordinate mi sono necessarie per trovare quella persona in uno spazio tridimensionale. Ma questa persona mi deve dare anche una quarta coordinata: il tempo. Altrimenti, anche se fossi nel punto esatto nello spazio, non potrei incontrarla. Noi umani abbiamo la capacità di muoverci avanti e indietro, su e giù, nello spazio. Ma siamo legati al presente. Non possiamo nemmeno immaginare come sarebbe NON essere legati al tempo. Vedere e interagire con il nostro passato o con il nostro futuro, ci è davvero inconcepibile. Ma secondo Interstellar avremo questa abilità un giorno. Quei "loro" che salvano Cooper in realtà siamo "noi". Dei "noi" molto distanti. E così Cooper è in grado di vedere momenti differenti nel tempo in una specie di libreria-labirinto che è la stanza di sua figlia.

In questa stanza fuori del tempo e dello spazio, Cooper può comunicare con la figlia (attraverso la gravità) e salvare i superstiti sulla terra. La scena è incredibilmente surreale, ma è chiaramente una vendetta della visione "limitata" sostenuta da Cooper e Brand. Precedentemente, quando a Cooper viene chiesto di pensare più in grande rispetto alla sua famiglia, risponde: "Penso alla mia famiglia e a milioni di altre famiglie". Il Dr. Mann considera quest'affermazione come una specie di pensiero egoista e meschino. Ma è questo tipo di preoccupazione familiare che porta ai migliori risultati. Non è la volontà di sacrificare ogni essere umano del vecchio Dr. Brand né il pragmatismo del Dr. Mann che salveranno la specie, ma l'amore tra un padre e una figlia che attraversa il tempo e lo spazio come una freccia.

Questa scena è stata in un certo senso la conferma del precedente discorso della Brand sul suo desiderio di rivedere l'uomo che ama. Ma la maggior parte del pubblico ha percepito come fuori posto il richiamo all'amore come "forza" simile alla gravità, in un film che fino a quel momento era stato fedele all'aspetto scientifico della fantascienza. Capisco la critica. Ma vorrei anche dire che la nostra comprensione della gravità, così come dell'amore, non è assolutamente completa come si suppone. Nel film, la Dr.ssa Brand critica la spiegazione sociologica dell'amore. Certo, lo si può sempre spiegare con teorie di necessità sociale. Ma che tristezza. E che noia.

Ancor meno soddisfacenti sono le nostre teorie sulla gravità. Sappiamo come funziona. Solitamente. Più o meno. Ma il perché è tutta un'altra cosa. Newton ha definito la gravità come la forza di attrazione tra due oggetti. Grossomodo, la costante gravitazionale è proporzionale al prodotto delle due masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza fra loro. Tutto buono e giusto, per oggetti osservabili sulla terra in circostanze normali. Ma spostiamoci su oggetti enormi nello spazio o al livello delle particelle, e questa semplice equazione va in frantumi. Oggi accettiamo la visione di Einstein per cui la gravità è parte della teoria della relatività. Secondo questa teoria, la gravità non è una forza ma una curva nello spazio-tempo. E qui la mia mente esplode. Non riesco proprio a spiegarmelo. Ma nessuno può. E la visione di Einstein non è universalmente accettata. Ci sono molti scenari in cui la gravità si comporta in un modo che non riusciamo a spiegarci. E così alcuni pensano che la gravità sia una specie di onda, mentre altri dicono che è fatta di particelle. Ah. Ok.

Non provo nemmeno a spiegare queste teorie (non ne sono in grado). Ma mi piace sottolineare che Nolan non è stato il primo a legare amore e gravità. Dante conclude la sua Commedia con questo verso incredibile:

ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,

l'amor che move il sole e l'altre stelle.

La gravità naturalmente è la forza che muove il sole e le altre stelle. Ma Dio è il primo, il motore immobile. Amore e gravità non sono distinti. Sono modi per descrivere quest'unica forza cosmica che tiene tutto unito. Non in modo impersonale! Non come una specie di succosa analogia scientifica! Ma come le forze (o forse semplicemente "la forza") che muovono e ordinano l'intero cosmo. Recentemente, Peter Kreeft ha unito gravità e amore in un discorso sull'ecumenismo. Dice:

La gravità non è semplicemente l'amore, ma è l'amore ad un livello materiale. Infatti, ha due movimenti: uno verso l'unione, verso il centro, il big bang, il passato della gravità. E l'altro è quello di donarsi a tutti gli esseri, verso il futuro, l'universo in espansione, l'energia, e l'entropia, che è energia che si dona fino agli spazi vuoti. Tommaso d'Aquino diceva: "Il bene è qualcosa che tende a diffondere se stesso". A tutti i livelli, dalla Trinità alle particelle subatomiche.

Abbastanza intenso! A ciò Interstellar aggiunge una specie di fotografia della gravità e dell'amore mentre si rivelano nello spazio e nel tempo. Potrebbe sembrare strano osservare queste forze attraversare lo spazio e il tempo. Ma non è anti-scientifico. E nemmeno anti-cristiano. Noi cattolici già crediamo che l'Eucaristia trascenda lo spazio e il tempo. È terribilmente sconcertante e tuttavia meraviglioso osservare Cooper che raggiunge sua figlia attraverso il tempo e le galassie. Ma un evento ancor più sconcertante e meraviglioso si realizza durante ogni Messa, quando Cristo è reso PIENAMENTE presente a noi. In quel momento, miliardi di cattolici attraverso migliaia di anni sono presenti insieme in una sola stanza, il cenacolo di Gerusalemme. Siamo altresì in paradiso, alla festa nuziale dell'Agnello. E, ancora più strano, siamo trasformati nel mistico corpo di Cristo.

L'amore che muove il sole e le altre stelle ci lega attraverso il tempo e lo spazio. È questa forza personale d'amore che salva l'umanità in "Interstellar", al posto dell'approccio pragmatico che vuole risuscitare una umanità astratta. Ed è questo amore personale che ci deve salvare qui ed ora. Questo amore, questa incredibile gravità che ha creato l'universo è anche la forza che ci riporta al nostro centro.
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